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 Oggetto del messaggio: delio onnis
MessaggioInviato: gio giu 04, 2015 9:34 
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io non lo conoscevo, qualcuno di voi ne aveva mai sentito parlare? bella storia comunque

''Delio Onnis, l'italiano che fece 299 buts
Nel nostro Paese è misconosciuto. Eppure è a oggi il più grande realizzatore in terra di Francia con una serie di stagioni da record. Prima fra tutte, quella che lo vide vincere la classifica cannonieri 40 anni fa

03 giugno 2015 - Milano
Quaranta anni fa il grande e misconosciuto (in Italia) Delio Onnis si aggiudicava la classifica dei cannonieri francesi: ecco la sua storia (questo e altri contenuti premium li trovi su Gazzetta Gold, la digital edition della Gazzetta dello Sport).
Saint-Étienne, 3 giugno 1975. La città è in festa. La squadra locale ha appena vinto lo scudetto. Il distacco di Olimpique Marsiglia e Lione, rispettivamente seconda e terza in classifica, è ormai incolmabile. Allo sprint finale i “Verts” (verdi) non hanno avuto rivali ma non sono gli unici a essere soddisfatti. Ben 500 chilometri a sud, a Montecarlo, c’è un signore che quel giorno gongola di gioia. Si chiama Delio Onnis e ha appena vinto la classifica dei cannonieri del campionato transalpino. Il centravanti del Monaco non è riuscito a portare la squadra oltre la metà della classifica ma sotto porta è stato implacabile: 30 gol sono tante anche per la Division 1, che in quegli anni non è una realtà di prima grandezza in fatto calcistico. Delio Onnis ha una serie di particolarità, una su tutte: è italiano e in Italia nessuno lo conosce.

Il più grande cannoniere francese — Una storia particolare, la sua. Anche perché stiamo parlando del più grande cannoniere del calcio francese di tutti i tempi, non di un personaggio qualsiasi. Il suo soprannome a fine carriera sarà “Monsieur 300 buts” (il signor 300 gol), ma questa definizione contiene una nemesi che più avanti chiariremo. Quel 3 giugno 1975 Delio Onnis è un attaccante nel pieno della maturità calcistica. Ha 27 anni e sembra quasi che il calcio che conta si sia accorto di lui abbastanza tardi. In questo senso la sua storia e la sua tipologia fisica, pur con le dovute differenze, hanno qualcosa in comune con quelle di un bomber “tardivo” di casa nostra, Dario Hubner. Dunque, il capocannoniere del calcio francese 1974/1975 è un italiano. Delio Onnis nasce a Giuliano di Roma il 24 marzo 1948. Il paesino si trova in Ciociaria, provincia di Frosinone, ma i signori Onnis sono sardi, originari di Nurallao (oltre un’ora di macchina da Cagliari).
Temperamento sardo — Per sua stessa ammissione, le “meilleur buteur de France” ha molto di sardo nel temperamento: orgoglio, tenacia, voglia di emergere (anche a dispetto dell’ambiente, che certo non sempre è ospitale verso gli italiani), etica del lavoro. La famiglia Onnis cerca “in continente” ciò che non riesce trovare sull’isola, ma nemmeno una sistemazione a 100 chilometri dalla capitale sembra un sogno alla portata. Urge dunque una decisione e la decisione presa è chiara e radicale. Tutta la famiglia si trasferisce in Argentina, dove la vita non è più semplice, ma dove di certo qualche possibilità in più c’è. Il piccolo Delio, volente o no, segue i suoi oltreoceano e presto ottiene la cittadinanza (ancor oggi possiede il doppio passaporto, italiano e argentino). Mentre mamma e papà si inventano la vita giorno per giorno, lui scopre di saper giocare a calcio. Non avrà un tocco magico, non sarà elegante in quanto a stile ma è efficace e il suo imponente sviluppo fisico agevola il suo innato senso del gol.

La stagione argentina — In Argentina il fútbol di strada è uno sport pericoloso, se tieni palla per troppo tempo un difensore killer entra da dietro e quasi ti spezza una gamba. Dunque, bisogna essere essenziali e concreti. E bisogna anche sapersi difendere. La dura legge della strada insegna tante cose al giovane Delio e fortifica un carattere già forte. Ha 15 anni il ragazzo quando entra nelle giovanili del Club Almagro, una piccola società il cui stadio (meno di 20mila posti a sedere) si chiama “Tres de Febrero” (3 di febbraio), lo stesso giorno in cui nella nativa Giuliano di Roma si festeggia il patrono San Biagio. Forse certi legami non si spezzano mai e anche il fattore di casualità sembra ricordarsene nei momenti fondamentali. A 20 anni Delio Onnis è un giocatore del Gimnasia La Plata, la squadra che vive il derby con l’Estudiantes come una missione di vita. È una società abbastanza particolare il Gimnasia (la più antica d’Argentina, fondata nel 1887, a giocare nella Primèra Divisiòn) e quel giovanotto volenteroso che ha il numero 9 dietro la schiena sembra interpretarne bene lo spirito. È considerata la squadra della classe lavoratrice e pochi potrebbero essere più “working class” di quella punta. Scalpita, s’impegna, lotta su ogni pallone. E segna, soprattutto.
L'incoronazione a Reims — In tre campionati Delio Onnis detto “el tano” (“l’italiano”) fa gol 64 volte in 113 apparizioni. Media gol, 0,56 a partita. Nel 1971 in Italia le frontiere calcistiche sono chiuse per i giocatori stranieri, ma a ben pensarci, Onnis straniero non è. I documenti parlano chiaro. Sì, certo, per le normative di allora il doppio passaporto bloccherebbe il trasferimento, ma noi italiani siamo maestri nelle scappatoie, quando vogliamo. E in quel caso, non vogliamo. O peggio, forse neppure sappiamo dell’esistenza in vita del “tano”. Eppure non è il tipo che in campo passa inosservato. Non brilla per la ricercatezza nel tocco, ma quel corpo è scolpito per fare male a ogni avversario, i suoi 180cm per 80 chili sono devastanti. A differenza del Belpaese, in Francia si accorgono di lui. Lo Stade de Reims cerca il sostituto di Kopa. E Delio arriva nell’estate del 1971, all’età di 23 anni. È scaltro, potente, di testa ci arriva sempre. È pronto ad approfittare di qualsiasi incertezza delle difese avversarie. Sono qualità fondamentali per un attaccante e uno come lui non fa certo vivere sonni tranquilli a chi poi lo deve marcare.

Le aspirazioni del principe — I numeri parlano per lui: 69 partite, 39 reti in due stagioni e la città dello Champagne comincia all’improvviso ad andargli stretta. A Montecarlo qualcuno lo vuole al centro dell’attacco del Monaco. Acquistato nel giugno del 1973 per appagare le ambizioni del principe Ranieri, Onnis regala alla compagine monegasca annate da sogno: sette stagioni di marcature costanti, due volte capocannoniere, un campionato francese vinto nel 1978 e una coppa di Francia nel 1980. In quegli anni però, non tutto è magnifico nel Principato: sì certo, Grace Kelly & figli pseudoribelli, Formula 1, jetset e investimenti di tutti i tipi, ma nel 1976 c’è anche una retrocessione. Le 29 reti del “tano” non evitano la discesa del Monaco nella Division 2. Un anno di purgatorio (e anche nella serie B francese Onnis segna più di chiunque altro). Poi tutto ritorna com’era: 232 incontri ufficiali e 157 reti in maglia biancorossa. La stampa francese, nel fare il verso all’Ordine della Giarrettiera, titola ironicamente “Onnis soit qui mal y pense”. Dopo la vittoria della Coppa di Francia del 1980, al Monaco devono ritenere chiuso un ciclo (e forse considerano il 32enne Delio un cavallo ormai all’ultima corsa).
Fino in Costa Azzurra — Per il centravanti italo-argentino si aprono le porte di Tours, gioiello della Loira e patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Cambia un po’ tutto. Il pubblico, la dimensione, le aspettative della società. Tutto tranne il vizio atavico del “tano”, quello di fare gol. In barba ai celebratori di funerali sportivi anticipati, nel campionato 1980/1981 “le roi du gol” è ancora lui. Ed è così anche l’anno successivo. Non c’è Platini che tenga. Nemmeno il polacco Szarmach dell’Auxerre (uno abituato a giganteggiare in area avversaria) regge il confronto, numeri alla mano. Nell’estate del 1983 Delio Onnis cerca nuovi stimoli e li trova a Tolone, in riva alla Costa Azzurra. «Sarà il cimitero dell’elefante», sentenzia in fretta qualcuno. L’elefante in questione risponde ancora una volta con i fatti. Al termine della stagione 1983/1984 “el tano” salva il Tolone e vince per la quinta volta la classifica dei cannonieri, con 21 realizzazioni all’attivo.

Record imbattuto — È l’ultimo grande acuto di un bomber che due anni più tardi smette i panni del calciatore per indossare (con minore soddisfazione, a dire il vero) quelli dell’allenatore. Oggi Delio Onnis lavora nel settore giovanile del Monaco, ha 67 anni e il suo incedere mette timore come quando era “le meilleur buteur de France”. Anzi, per dirla tutta, non era: è. A tutt’oggi, in 15 anni ha fatto più gol di Papin, di Platini e del mitico Just Fontaine. Perfino dell’amico/nemico Carlos Bianchi, un altro bomber “gaucho” che nel campionato francese ha vissuto per anni un amore criminale con la porta avversaria. Parlavamo di una nemesi, all’inizio. Ebbene, “Monsieur 300 buts”, al secolo Delio Onnis, media di 0,67 gol a partita, in realtà non ne ha segnati 300. La somma algebrica delle sue realizzazioni con Stade Reims, Monaco, Tours e Tolone dà 299. Uno scherzo del destino pari a quello di non essere mai stato considerato dalla Nazionale italiana, né – in alternativa – da quella argentina.
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Diego Mariottini
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 Oggetto del messaggio: Re: delio onnis
MessaggioInviato: mar giu 09, 2015 19:06 
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scriba egizio (Scrive, ma solo su commissione e su pochi thread)
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pendolino 16-17 (1)
neanche io ne sapevo l'esistenza, certo non essere mai stato convocato in nazionale è veramente assurdo.


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