Crea anche tu un blog su Cubota.it | HOME
Lastra
Lastra
..io, Lorelfo
.: chi sono :.
Anni: 24
Città:Torino bianconera
Zodiaco:Gemelli, ci lega un tatù
.: cosa amo :.
Bambi, il calcio giocato, i miei amici (Andrea, Max)

.: cosa odio :.
I napoletani ed i ragni. Diciamo che Spiderman che fa Uè Uè e mi cammina sui muri è la peggior cosa che potrei vedere
.: i link :.

.: sognando :.
Si vive una volta sola, ma se lo fai bene una volta basta. (Joe E. Lewis)
É meglio aver amato e aver perso, piuttosto che non aver amato affatto.
La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno in cui ti trovi.
Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza.
Tu vai in campo e bastona tutto quello che vedi passare; se tocchi la palla, pazienza.
.: vecchi post :.
ultimi giorni
Luglio 2008
Giugno 2008
Marzo 2008
Luglio 2006
Mag 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005

.: tempo libero :.

Ho Letto
E' facile smettere di fumare se sai come farlo

Ho Visto
Lost, 4 serie in 2 mesi.. ^_^

Ascolto
Almeno 106


.: counter :.

013060

Martedì, 01 Luglio 2008
Ho un grossissimo dubbio. Sarà il gusto accattivante delle piccanti “Alette di pollo” o saranno i nuovi appetitosi “Cheese Burger”? Perché la domanda è: cosa ha spinto la Regina D’Inghilterra Elisabetta II ha comprarsi un Mc Donald’s?

 

Notizia che ha dell’incredibile. La Regina Elisabetta ha acquistato un centro commerciale ed un Mc Donald’s, che può addirittura vedere dalla finestra reale della sua casa reale. Certo ci guadagnerà dei soldi, è scontato come i costumi a dicembre. Ma poteva scegliere mille e mille altre attività quindi.. perché proprio un Mc Donald’s?? Io mi giocherei le alette di pollo.

 

Già mi immagino i menù speciali del suo Mac: Il Mc Queen Deluxe, tenere scaglie di dentiera in un panino tutto sapore; o piuttosto il Mc Royal Elisabeth, bacon e gocce di corona reale.
Ahhh che tempi! Una volta il re e la regina erano l’immagine massima di un paese, di una storia, di secoli di tradizioni e di guerre. Ora il Principe Carlo, figlio di Queen Mc Donald’s, è diventato un divo di cui si parla sui giornali scandalistici. Per di più se ne parla male, perché dopo quella signorina di tutto rispetto che fu Lady D., ora condivide il letto con una via di mezzo tra Shirley Temple e Rita Levi Montalcini.

 

Tempi diversi anche in casa nostra. Anni fa, il popolo italiano chiedeva a gran voce che lo stato desse il via a grandi opere pubbliche, come occasione per ammodernare l’Italia generando anche nuovi posti di lavoro. Un giorno arrivò qualcuno, nel Nord, precisamente nelle valli che ci separano dai cugini francesi, che gridò: uniamo la linea ferroviaria Lisbona – Lione a Torino e poi a Venezia? Questo qualcuno fu preso sul serio dagli avidi speculatori italiani, che iniziarono a progettare questa ferrovia per parte italiana. Ed il popolo che avrebbe avuto centinaia di migliaia di posti di lavoro e che doveva urlare di gioia per questo, decise invece di spezzarsi in due: i No Tav da un lato e gli altri.

 

Come una vera setta che si rispetti, il gruppo No Tav delineò ben presto delle rigide posizioni: inquinamento, sperpero di denaro pubblico, rovina delle valli. In poche parole questo velocissimo treno italofrancospagnolo non doveva proprio passare il nostro confine. Facile è stato convincere i sindaci delle comunità montane e collinari coinvolte nel progetto. Persino i più irriducibili alla fine sono stati convinti. Al giusto prezzo. Più complesso sembra ancora oggi corrompere i singoli No Tav. Perché vedere Domenech piangere per l’ennesima sconfitta contro gli Azzurri non ha prezzo, ma per tutto il resto c’è MasterCard. E talvolta i contanti la sostituiscono molto bene.

 

Contanti. Che potere può avere un foglio di carta, sovrapposto ad altri fogli di carta, eh? Sensazionale.

 

Che poi tutto ruota attorno alla carta. Non attorno alla fica, come molti stolti continuano a pensare. La Regina Elisabetta compra un Fast Food per la carta, non per la fica. E Carlo sposa Camilla senza dubbio per la carta, visto che tra lei e la fica ci passa una vita.
In Italia poi la fica ha un potere assai limitato in confronto alla carta. Sono più gli egregi acquirenti di poltrone parlamentari, piuttosto che le illustri ex spogliarelliste/show girl/pin-up/attricettedaduesoldi che si guadagnano una seggiola in parlamento. E solo colei che tra capezzoli d’oro e risucchi così potenti da far invidio alla Folletto riesce a creare scompiglio nel parrucchino Berlusconiano, solo lei è riuscita ad oggi a sedersi su un Ministero prestigioso, che altri in passato hanno ottenuto con meno servizi e più pezzi di carta.

 

È un mondo guidato dal soldo questo in cui le figlie di primo letto di Pavarotti si sputano dalla finestra con la moglie di ultimo letto del loro grande papà. È  un mondo guidato dal soldo questo in cui la casa a Montecarlo va alle figlie, mentre i gioielli ed i diritti d’autore vanno all’ultima procacciatrice di orgasmi.
È un mondo guidato dal soldo quello in cui un uomo mette in vendita su Ebay la sua vita, tutto: casa, auto, vestiti, lavoro, amici.. E nonostante l’originalità di pensiero, ne ricava 250 mila dollari coi quali non si ricompra nemmeno la casa.
È un mondo guidato dai soldi questo in cui in un’Italia che va a puttane, ma che è così sfigata che trova solo travestiti, ci sia un’opposizione che pensi sempre e solo a far cadere il governo. Noi poveri umani ci svegliamo ogni mattina e andiamo a lavoro. Generiamo lavoro, facciamo girare l’economia, creiamo prodotti o eroghiamo servizi. E vorremmo tanto che quella metà stipendio che ci viene sottratta ogni mese servisse, in parte almeno, a far lavorare bene chi ci spiega le ragioni per cui quella metà stipendio non sta nelle nostre tasche. Paghiamo le tasse per pagare anche i politici. E essi con quei soldi sono messi nelle condizioni di lavorare. Carini loro. E invece no. Di Pietro la mattina si sveglia e scrive a Veltroni che tutta la sinistra deve scendere in piazza contro il governo. Evviva! Rivoluzione! Orde e mandrie di comunisti e galline riuniti in piazze per far cadere il governo. Chi ci sia sopra non importa. Esso deve cadere fintanto che sopra non c’è chi lo vuole far cadere. Poi quando questi riuscirà a sedercisi, qualcun altro vorrà farlo cadere per sedersi a sua volta.
E nel frattempo passano i decenni, il mondo invecchia e l’Italia va a puttane. Nessun politico fa il politico, tutti giocano a Guardia e Ladri.

 

D’accordo, una parte dei soldi che guadagniamo la sperperiamo sempre. Un’uscita con gli amici, una birra in più, un film al cinema, una serata al bowling.. Ma sono tutte cose che facciamo per ridere, per star bene, per divertirci. E chi lo spiega a Di Pietro che ne la sua faccia ne le sue parole per quando mal pronunciate siano fanno ridere qualcuno?? Un film di Boldi al cinema costa meno di Di Pietro e fa sicuramente più ridere.

 

La gente protesta per un treno che porterà occasioni di lavoro in un paese dove pochi hanno voglia di studiare e di meritarsi un posto di lavoro specializzato. La gente protesta perché un treno abbatte alberi. O protesta perché un treno con percorso A fa confluire soldi in tasca al signor X, pertanto protesta per ottenere un treno B che porti i soldi in tasca a se stessi. O protesta perché un ex magistrato dislessico ribadisce ovvietà su Berlusconi, un umano per cui Dio si sta già prendendo male per il giorno in cui dovrà giudicarlo. O protesta per un governo che non fa quello non fa quell’altro non fa quest’altro... OOOOh Cielo, che paese di lamentoni, vero? Tutti a lamentarsi e nessuno che lavora, come i politici.
Berlusconi sta risolvendo il problema immondizia, Maroni sta dando un po’ di sicurezza come chiesto dagli italiani, Bossi realizzerà il federalismo fiscale che permetterà al Nord di fare da locomotiva al Sud. Sono risultati. Non è la migliore delle realtà ma sono risultati. E se Veltroni e amici decidessero di collaborare, otterremo risultati migliori. Non è difficile collaborare, non è vero che non si possono conciliare due realtà opposte. Pensate che passi avanti che fa l’Inghilterra, dai biscotti nel Thé delle cinque, all’Happy Meal in casa della regina.
Lorelfo ha sussurato qui alle 14:18 - Link - commenti

Giovedì, 26 Giugno 2008

Ho un nonno. È sardo, ama la pesca e odia i napoletani. Ama anche forgiare frasi molto profonde, che elargisce con sufficienza ai nipotini. Una, banale e non sua, oggi mi è tornata in mente: nessuno fa niente per niente.

Il significato pratico di questo detto è che ogni essere umano fa quel che fa solo per un tornaconto personale che nella maggior parte dei casi significa riempirsi il portafoglio.

Oggi il Ministro dell’Interno Maroni ha detto “censiremo i bambini Rom prendendo le impronte digitali e diciamo no alla sanatoria per le badanti”. Se il detto di mio nonno è valido anche in questo caso, allora Maroni ha già perso i genitori, non ha zii e sa di morire giovane. Meno lampante è il guadagno che avrà nel recensire le dita zingare..

Ieri invece il Presidente degli Stati Uniti Bush ha accolto nella sua grande Casa Bianca il Primo Ministro Filippino, Arroyo. Interrogato dai giornalisti, George ha detto “I Filippini? Sono bravi a cucinare!”. Questa piccola gaffe ha ghiacciato il premier filippino che malinconico ha risposto “Grazie!”. Alcune voci indiscrete dicono che subito dopo, Bush gli abbia indicato la cucina dicendo che lui, il sottofiletto, lo preferisce a cottura media. Dall’altra parte, Arroyo gli avrebbe risposto “Vai a cagale”.

Se anche queste ultime voci non fossero vere, resta il fatto che persino il buon Bush conferma il detto di mio nonno: altro che invito di cortesia per discutere di diplomazia internazionale, il Presidente voleva arruolare un cuoco.

Mentre Arroyo serviva paté d’olive e crema di funghi, George W. ha detto con veemenza che gli USA non riconosceranno l’esito delle elezioni in Zimbabwe. Quando ho sentito questa affermazione, ho pensato che nemmeno io ne riconoscerò l’esito. E non riconoscerò neanche quelle dell’Ucraina, quando sarà il loro turno. Dopo cena invece deciderò se riconoscere la vittoria di Patricia Delgado Santos al reality X Factor versione Boliviana, conclusosi la scorsa settimana. Io avrei preferito Penelope Murcia. D’altronde che ci guadagniamo io e Giorgio nelle elezioni dello Zimbabwe, che nemmeno mi ricordo dove sta? Più o meno lo stesso che guadagniamo con la vittoria di Patricia.

Ho infine pensato che domattina mi auto eleggerò Presidente della Repubblica non Democratica di Lorelfo, avente territorio dalla parete azzurra del mio cesso sino alle coste meridionali della mia cucina. La mia costituzione sarà riformulata sulla falsariga di quella dello Stato del Guam, dove giuro su Dio che esiste un articolo di legge che riconosce un compenso a quegli uomini che vagano per le campagne nazionali e tolgono la verginità a tutte le ragazze che lo richiedono, perché solo se non vergini potranno sposarsi. Approvata la mia costituzione Guamense, scriverò a Bush e gli chiederò di riconoscere le mie elezioni. Per facilitarlo nella scelta, inserirò 10 euro nella busta.

Lorelfo ha sussurato qui alle 11:13 - Link - commenti (1)

Giovedì, 19 Giugno 2008
Leggevo il giornale qualche giorno fa e mi sono imbattuto in una notizia davvero particolare.

 

Era scritta in uno di quei trafiletti che i giornalisti inseriscono quando le notizie principali non riempiono completamente la pagina.

 

Raccontava una storia che non scuote di certo l’opinione pubblica, né peraltro suscita chissà che interesse.

 

 

Era la storia di una coppia qualunque del Sud Italia. Dopo svariati anni di fidanzamento, i due innamorati fissano la data del matrimonio. Il destino vuole che lui abbia un grave incidente, pochi mesi prima della data del matrimonio, e che ne esca paralizzato a vita.

 

L’amore dei due giovani trionfa allorché entrambi di comune accordo decidono di sposarsi ugualmente.

 

Ma scavalcato l’impedimento posto dal destino, un nuovo problema gli si pone dinnanzi: il Parroco della loro Diocesi nega il consenso per il loro matrimonio.

 

 

Si è poi scoperto che il Prete opponeva solide basi cristiano/cattoliche secondo cui un uomo paralizzato non può avere figli, sicché non può contrarre matrimonio, poiché viene meno il suo fine ultimo: la procreazione.

 

 

Ho cercato disperatamente di trovare una spiegazione possibile per questo accadimento. Do per scontato che la ragione della procreazione sia in realtà la giustificazione formale che il Parroco abbia scelto come migliore scusa possibile.

 

Certo è esilarante il pensiero che persino le Leggi di Dio siano soggette all’interpretazione dell’uomo, che tra tutte le Sue creature è senza ombra di dubbio quella dotata di meno coerenza.

 

 

Una lucertola, per esempio, si nutre e sopravvive mangiando insetti. La sua Legge unica cita pertanto “Io, in qualità di Lucertola, mi cibo di insetti, senza compiere distinzione alcuna”.

 

Un insetto non è giudicato prima di essere sottoposto a questa Legge. Un insetto è cibo per la Lucertola, che esso sia un moscerino o un pidocchio, fa poca differenza. Non avviene neanche che una zanzara corrompa una lucertola per essere giudicata diversamente, ossia non essere mangiata.

 

 

Un uomo invece ha a sua disposizione milioni e milioni di Leggi secondo cui giudicare una medesima identità, sia essa una persona o un pensiero o un comportamento.

 

Un uomo ha la morale, ha dei principi, ha un’educazione a sua volta scomponibile in sottoparti, ha un’indole, ha uno stato che detta Leggi, ha delle convinzioni personali dipendenti talvolta dal riconoscersi in una religione.

 

Chiaro che con questi presupposti è impossibile presumere che un qualsiasi uomo, di oggi o di ieri, Svedese o Barese che sia, abbia il dono della coerenza, nel senso pieno del termine.

 

 

Ritornando al discorso iniziale, ho pensato che persino quel Prete sia quindi perdonabile, e con lui la sua dura decisione. Perché infondo, vocazione permettendo, quel Prete è nato così come sono nato io, come d’altronde è nato ogni altro uomo. È nato uomo, pertanto la coerenza non è stata inserita nel suo DNA. Manca di coerenza perché quel prete verosimilmente predica ogni domenica la Legge di Dio, pronunciando metodicamente parole attribuite al Cristo. Gesù, il più grande comunista di tutti i tempi, l’unico ed il solo comunista puro e non mendace, si sarebbe mai macchiato del peccato di incoerenza?

 

Credo a buon ragione di no.

 

Credo anche che una mezza parolaccia l’avrebbe detta persino lui, e la direbbe ancora se qualcuno lo riuscisse a contattare per dirgli che gli Apostoli degli Apostoli degli Apostoli dei suoi Apostoli non si stanno meritando il ruolo che hanno.

 

Gli Apostoli di oggi sono incoerenza pura: predicano fratellanza e discriminano un paralitico, aggiungendo una beffa ad un dolore incurabile.

 

Non credo sia un caso se i Preti, assunta la posizione, cambino nome. Proprio come i delinquenti.

 

 

Come dicevo non mi stupisce, quindi, l’incoerenza dell’uomo fattosi Prete. Quel che mi stupisce è che una realtà storica e consolidata come la Chiesa possa avere Leggi interpretabili. Com’è possibile che la Chiesa sia profondamente incoerente?

 

Ma arrivo al dunque: pochi giorni fa, sul medesimo giornale in cui avevo letto la notizia del negato matrimonio al paralitico, ho letto un’altra notizia particolare.

 

 

Stavolta l’articolo aveva meritato una più netta prevalenza nella pagina, perché scuote l’opinione pubblica e suscita un interesse incalcolabile.

 

Era il resoconto del matrimonio tra Flavio Briatore e Elisabetta Gregoraci.

 

 

Lui che ama definirsi Imprenditore. Lei che ama definirsi Show Girl. Loro che appaiono esattamente quel che dicono di essere, mi fanno finalmente apparire concreto il detto “L’apparenza inganna”.

 

Lei è arrivata in Tv dopo una faticosissima gavetta, superando senza esitazioni tutte le durissime prove a cui è stata sottoposta: bocca, figa e culo. Alcuni dicono che abbia anche dovuto dimostrare più d’una di queste capacità in una volta sola. Quel che è certo è che non le ha dimostrate una volta soltanto.

 

 

Dal lato suo, lui che non ha ricevuto dalla natura un buco affittabile (ignoriamo momentaneamente Lele Mora), ha dovuto tirarsi su le maniche e ben presto incanalarsi nel giusto canale. Come ogni rispettabile Imprenditore, titolo che lui si attribuisce, ha colto al volo la morte del suo socio, che per una serie di circostanze ancora misteriose ma del tutto accidentali è esploso insieme alla sua macchina, non appena ha infilato la chiave.

 

Raccolti i suoi cocci, ma soprattutto il suo lavoro e le sue società, Briatore decise di dimostrare il suo spirito Cristiano favorendo il fallimento di varie società, sue holding, seminando buchi di decine e decine di miliardi di lire che i creditori ancora aspettano.

 

Fu poi addirittura condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ma alcuni amici Imprenditori lo aiutarono a rifugiarsi alle Isole Vergini. Là, mentre da buon Cristiano leggeva la Bibbia e moltiplicava pani, pesci e cambiali, arrivò la vera svolta: entrò a far parte della Benetton.

 

Agli inizi degli anni ’90 entrò nel mondo della Formula 1, dove alcuni magheggi legati al contratto di Schumacher gli permisero di guadagnare credibilità, nome e tanti tanti soldi.

 

Da allora noi del popolino lo conosciamo come Play Boy. Un Latin Lover a metà tra James Dean e Franco Califano.

 

Un uomo che ha dato prova di possedere profondi valori Cristiani, dimostrando fratellanza al mondo dei Neri Emarginati, aiutando Naomi Campbell a scendere comodamente dai suoi Yacht, dopo averle rigorosamente controllato lo stato di salute in situazioni di fatica.

 

Un uomo che ha sentito profondamente suo il senso di procreazione, specie quando ha ingravidato Heidi Klum e non ne ha tuttora riconosciuto il figlio.

 

Un uomo che ha deciso di assomigliare al suo Cristo e che come l’Illustre Salvatore ha saputo aiutare una donna peccatrice: Gesù perdonò Maria Maddalena con una carezza; Briatore ha prima accarezzato la Gregoraci, poi l’ha addirittura sposata.

 

 

La coerenza è una parola che, nella catalogazione logica dei termini, dovrebbe scriversi accanto all’unicorno. Tutti sanno cos’è, qualcuno se la tatua addosso, ma in realtà non esiste.

 

 

La Gregoraci per dimostrare anch’ella di essere fermamente Cattolica, si è presentata all’altare coprendo il seno. Coprendo il seno più di quanto fa a Buona Domenica, insomma. Ben ¾ del capezzolo sinistro erano completamente invisibili agli occhi dei Chierichetti 12enni.

 

 

Alcuni maligni vociferano che la povera Elisabetta si sia confessata prima del matrimonio. A tale riguardo, si può aggiungere che ci sono testimoni che l’hanno vista una settimana dentro il confessionale, dopo la quale il Prete le ha inflitto 2554 Ave Maria e 7988 Padre Nostro.

 

 

Il prete che ha acconsentito alla celebrazione del loro matrimonio, interrogato da un giornalista sulle ragioni per le quali avrebbe preso queste decisioni, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. E dicendo questo, ha fatto spallucce dentro il suo Saio firmato Benetton ed è salito sulla sua Renault, senza nemmeno salutare.

 

Lorelfo ha sussurato qui alle 15:18 - Link - commenti (1)

Venerdì, 14 Marzo 2008
E se fosse il momento buono per riprendere questo blog?
Lorelfo ha sussurato qui alle 15:33 - Link - commenti

Martedì, 11 Luglio 2006

Aspetto che passi la Notte,
ci nascondo i miei pensieri.
Aspetto che passi la Notte,
cosi l'oggi sarà ieri.

Oggi il vento spirava forte
domani non più.
Oggi il vento sbatteva le porte
domani non più.

Aspetto che passi la Notte,
la mia luce si è spenta e riparte domani.
Aspetto che passi la Notte,
il buio è con me se quegl'occhi son lontani.

Oggi il mare era mosso, azzurro e poi nero,
il biondo del sole è riflesso dal grano maturo.
Oggi il mare era vuoto, profondo ma vero,
domani non piove se l'animo è puro.

Aspetto che passi la Notte,
ormai è giunta la sua ascesa.
Aspetto che passi la Notte,
ma non sogno nell'attesa.

Lorelfo ha sussurato qui alle 02:46 - Link - commenti

Mercoledì, 24 Mag 2006

Oggi è il mio compleanno. Dovrei essere felice per questo? No, non lo sono. E le ragioni sono tante, forse troppe, forse stupide.

Basta poco per essere felici alle volte. Una bella giornata, una risata con gli amici, un dolce momento con la persona che ami.. Ma queste cose portano una felicità momentanea, passeggera, che presto svanisce diventando un bellissimo ricordo di quell'attimo appena vissuto.

La felicità vera spesso la si raggiunge quando ci si sente appagati, meglio se su molti fronti, ma anche in un ambito solo. Bene, questo è il punto. Io non sono appagato, nè fiero di me nè speranzoso per il mio primo avvenire. Non trovo soddisfazioni, non riesco a trovare il mio campo d'applicazione ove mettere il mio impegno ed essere orgoglioso di ciò che ho fatto, per il semplice motivo di dimostrare qualcosa a me stesso. Scuola, amicizie, lavoro, hobby.. Tutto, in un certo senso, sembra scivolarmi addosso, passarmi davanti senza che io sia in grado di lasciare un segno.

L'uomo è un animale e in quanto tale risponde agli stimoli. Lo stimolo della fame, della sete e dell'accoppiamento, per esempio. Molti sono gli stimoli secondari, che non dipendono dalla necessità di sopravvivere bensi' dalla necessità di vivere bene, in pace con il mondo e con se stessi. Porre il proprio impegno in qualche campo è un'azione dettata dallo stimolo alla vita sociale, ma anche dalla predisposizione naturale dell'essere umano ad adoperarsi usando l'ingegno di cui è dotato. Come una formica che segue la colonna di operaie fino al formicaio portando con se la sua parte di cibo: non sa perchè lo fa, nemmeno ci ragiona forse, ma ha lo stimolo a farlo, incontrollabile, naturale ed inevitabile.

Vorrei anche io il mio fardello da portare al formicaio, per godere delle soddisfazioni che dà l'obiettivo raggiunto. Ma guardandomi attorno è come se non trovassi nulla da caricarmi sulle spalle, come se ciò che vedo sia giudicato "non adatto" dai miei occhi, come se ritenessi che il mio fardello, mio e solo mio, non possa essere un fardello qualunque.

E' vero, sono complicato. Vivere nella modestia non è il mio traguardo. E non m riferisco a qualcosa di materiale, proprio l'opposto! Una vita modesta è per me una vita da formica qualunque, fatta di micro soddisfazioni che in realtà non ti lasciano nulla. La vita che voglio è carica di senso, carica di ambizioni e carica di traguardi raggiunti. Sono una formica operaia e devo portare cibo? Bene, io voglio caricarmi sulla schiena un vitello intero, non una briciola!

Vagheggio e vagheggio, mettendo per iscritto i pensieri che la scrittura mi suscita. E pensare che ritenevo i classici della letteratura una noia mortale. Ora sono io lo scrittore noioso che tedia i lettori con meditazioni metafisiche o assurdamente psicologiche. Ma scrivere, questo si, mi dà soddisfazione. Poca, ma è pur sempre qualcosa. Scrivere per scrivere, scrittura fine a se stessa, indirizzata a tutti e a nessuno, senza tema o piena di spunti. Dà soddisfazione sapere che c'è chi legge e apprezza, sebbene un vero lettore io non l'abbia mai desiderato o nemmeno supposto.

Qualcuno, in passato, ha detto che diventano scrittori coloro che a tutti gli effetti non sanno fare nulla di pratico. Sarà forse vero? Io scrittore non sono, ma diventarlo sarebbe bello. Allora si che dovrei preoccuparmi di interessare il pubblico..

Oggi è il mio compleanno.  Dovrei essere felice per questo? No, non lo sono. E le ragioni, ora lo so, sono realmente stupide.

Buon compleanno a me.

 

Lorelfo ha sussurato qui alle 01:32 - Link - commenti

Giovedì, 18 Mag 2006

Le stelle sono tante, ma quella sera non c'erano tutte. Quella sera il cielo era solo per noi, ma una parte ci era nascosta..

Sono pochi coloro che hanno la visibilità di tutte le stelle. Bisogna avere una posizione privilegiata e prima bisogna raggiungerla. Ciò significa arrivare in alto, cosi in alto da vedere quaggiù tutto piccolo.. cosi in alto da essere a tre metri dalle stelle..

Sai cosa ti fa arrivare cosi in alto? No, non é la redbull.. é un'altra l'unica cosa che davvero ti mette le ali: continua ad amarmi e a volere il mio amore, ti prometto che scoprirai che cos'é..

Lorelfo ha sussurato qui alle 23:09 - Link - commenti

Non sto nella pelle. Ho fretta di veder passare il tempo, sono impaziente come un bimbo.

Ho voglia di averti tra le braccia, di sentirti mia, di saperti al sicuro, di vederti vivere.

Sento le gambe tremare, vogliose per una volta di fare le scale, di correre verso te, solo verso te.

Ogni parte del mio corpo ricerca la sua corrispondente parte del tuo.. piedi con piedi, mani con mani, occhi con occhi, labbra con labbra, lingua con lingua..

Solo il cuore é insaziabile: lui ti vuole tutta. Lui, esagerato ed irruento, totalmente schiavo di un amore che non gli dá tregua, anche lui ricerca il suo corrispondente.. e lo ritrova in ogni cosa che sei. Nei tuoi movimenti, nelle nuvole delicate di profumo intenso che liberano le tue ali, nelle parole dette e in quelle tenute, nei vestiti indossati e in quelli che vede scappare frettolosi, nelle lacrime di gioia e in quelle di paura, in quelle emozioni cosi forti che tu e solo tu sai donargli, rendendolo schiavo ogni giorno di più..

Lorelfo ha sussurato qui alle 23:04 - Link - commenti

Martedì, 02 Mag 2006

Il blocco dello scrittore. Non m'era mai preso, o forse solo non avevo pensato che stava per succedermi. Perché cosi é stato. Preso da altri interessi, innamorato di una ragazza che mi dedica ogni suo respiro, allontanato dalla mia poltrona per un magnifico viaggio a Parigi, abbandonato momentaneamente lo sport per motivi d'orgoglio.. di che cazzo parlo? Si, questa deve essere la ragione del mio blocco. Prima la mia mente era inaghita dai molteplici pensieri multiforme e il mio culo si incollava alla sedia. Ora invece ho la mente incollata alla sedia. Seduta. Tranquilla. Spenta.

Che sia un bene, sotto certi aspetti, é fuori d'ogni dubbio.

Come ho sempre fatto infondo, per scrivere devo andare a getto, lasciando che l'ispirazione dell'attimo faccia muovere le dita spingendo i tasti, come avviene in questo momento.

Mio padre ha letto per intero questo blog. Panico tutto subito. Felicità e stupore all'ultimo. Mi riconosce una buona scrittura e, se ha letto fino alla fine questa infinità di parole, significa che non s'é annoiato. Altro punto a mio favore, o meglio a favore del mio modo di scrivere. Farne un lavoro sarebbe un sogno.. guadagnarsi il pane scrivendo. O parlando, perché no. Infondo é "il parlare" come atto di comunicazione che amo, nella sua forma orale o scritta che sia.

Certo la domanda che ora mi pongo é inevitabilmente una sola: come sfruttare questa mia propensione? Fossi un venditore, probabilmente venderei pure la sabbia nel Sahara. Ed é per questo che suppongo sia questo il campo in cui sfogare la mia natura. Un venditore, di fumo se necessario (non nel senso di narcotrafficante). 

Lorelfo ha sussurato qui alle 00:51 - Link - commenti

Domenica, 12 Marzo 2006

Sono le 2 di notte. La mia ragazza dorme alle mie spalle, nel mio letto, col mio cuscino e una mia maglia addosso. Che dolce!

É sabato sera, ma abbiamo preferito restare a casa insieme piuttosto che uscire. Non mi é pesato affatto, anzi sono io che l'ho scelto, di comune accordo con lei. Gli altri sono tutti a ballare a Torino, al Loft. Si saranno offesi? Possibile.

Lei dorme. Io non ho sonno. L'ho accarezzata finché non fossi certo che dormisse, poi mi sono alzato, ho acceso una siga, controllato Travian e mi sono ritrovato senza un cazzo da fare ma con voglia di restare sveglio.

Avrei voluto scrivere per portare avanti il mio libro, ma non sono nel pieno delle mie facoltà mentali, vista la stanchezza. Ma poi.. stanco per cosa? Non ho fatto nulla oggi, a parte andare a prendere l'appuntamento dal tatuatore.

Domani, anzi oggi ormai, la mia squadra gioca. Io causa bronchite sono stato fermo tutta la settimana, quindi niente convocazione.

Fuori c'é un vento assurdo, la mia tapparella sbatte. Mi infastidisce, ma non posso farci nulla. Anche questo mi impedirebbe di scrivere, forse.

Ho trovato parecchi argomenti e parecchi aneddoti che potrei trattare nel romanzo, grazie anche all'aiuto della morosa. Ho davvero molta voglia di scrivere, ma il tempo per farlo é sempre poco.

Nel pomeriggio, se il tempo lo permetterà, finalmente tirerò fuori dal garage la moto e porteró Ilaria a fare un giro. Cazzo! É incredibile pensare che fino a pochi anni fa ero sempre in giro in moto, fosse gennaio o giugno, ci fossero -4 o +30 gradi, nevicasse o tirasse vento.. mentre ora aspetto la classica domenica primaverile con almeno 15 gradi per uscire sul bolide coperto come un esploratore dell'Artico. Eh si, si cambia.

Questa sera sono stato a cena a casa di Ilaria. La madre é davvero una persona squisita. Bella, simpatica, gentile, giovanile, attiva e adorabile per la dolcezza. Il marito mi suscita grande interesse, in quanto é una di quelle persone grazie alle quali ti sembra di apprendere qualcosa di nuovo ad ogni conversazione. Non potevo assolutamente aspettarmi "suoceri" migliori. E poi hanno un gattone bellissimo!! Morbido come un peluche.. pigro e coccoloso!

Ho finito il succo di frutta. Ora da bere non mi resta che l'acqua del rubinetto, che per descrivere quanto faccia schifo basta dire che va masticata. La morosa continua a dormire, silenziosa e sorridente. É proprio bellina davvero! Forse se mi mettessi accanto a lei mi verrebbe sonno? Possibile anche questo.

Ho di nuovo voglia di fumare. Anzi, sarebbe più corretto dire che ho sempre voglia di fumare. Accendo st'ennesima siga? Naaa, ancora due minuti. Nel frattempo accanto al cartone vuoto del succo ho trovato una caramella alla menta. Beh.. che culo.

Vorrei che qualcuno mi fotografasse adesso. Sono in boxer, solo in boxer, al buio davanti al pc, seduto storto sulla poltrona scomoda nonché rotta. Attorno a me c'é un caos indicibile. Vestiti ovunque. Persino un ombrello in mezzo alla stanza. Qui non piove da settimane. Chissà come cazzo c'é finito li. Bah! Fumo.

Ho già finito la caramella. Chissá se accanto all'ombrello ce n'é un altra. Meglio rimanere con dubbio piuttosto che alzarsi e vedere. Si dice che alcuni alimenti invoglino un fumatore ad accendersi una sigaretta. Il caffè ad esempio. A me ogni cosa che metto in bocca mi fa venir voglia di fumare. Persino i tronchetti alla liquirizia che dovrebbero aiutarti a smettere. Grave, ma buffo. A volte persino la sigaretta stessa che sto fumando mi invoglia a fumare quella dopo. Ancora più grave, ma ancora più buffo.

Intanto sono le 3 meno un quarto. Quanto mi manca il mio succo.

Lorelfo ha sussurato qui alle 02:45 - Link - commenti