La Germania ha stabilito di premiare i suoi studenti più meritevoli utilizzando come paramentro unico il merito e non più una comparazione tra merito e reddito.
Che ne pensate?
Personalmente son favorevole. Si premia così il merito vero. Quand'ero studente dallo Stato non ho mai avuto mezza lira nostante avessi medie più alte di tanti che fruivano di contributi.
Già questo mi quadra poco. Non è che in una gara di corsa premi quello che è arrivato terzo solo perchè ha le gambe più corte. Il merito dovrebbe essere merito.
Poi anche sulla questione reddito, è a tutti noto come va a finire. Io ero figlio di un dipendente statale, possibilità di eludere le tasse 0. Quelli che mi passavan davanti eran spesso figli di commercianti, liberi professionisti, ecc. Lascio a voi le facili deduzioni.
Inoltre anche a noi come "Sistema Paese" ci conviene tenerci cari i veri meritevoli. Cercando soprattutto di invogliarli a restare a studiare qui e poi anche a lavorare in Italia.
Oggi invece facciamo di tutto per far scappare i nostri talenti e assai poco per intercettare quelli altrui.
Curioso di conoscere le vostre opinioni.
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« I cattolici e i comunisti sono simili nel considerare che quelli che non hanno le loro convinzioni non possono essere sia onesti sia intelligenti» G. Orwell
per me il problema di fondo e' sempre lo stesso. Cioe' le regole andrebbero anche bene, il problema e' che vengono raggirate. Il presupposto non e' sbagliato, il problema e' che come dici tu, chi elude le tasse ti passa avanti.
In sostanza i requisiti di partenza sono sballati ----------> graduatorie sbagliate. Ma non e' la graduatoria che non funziona...
"E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Chi si e' limitato a cio' che appariva come possibile non e' mai avanzato di un solo passo"
“C'è sempre stata una bella differenza tra il tifoso della roma e il tifoso laziale, i romanisti andavano allo stadio e sostenevano la squadra sempre, mentre i laziali venivano solo se la squadra vinceva” Signori, storico capitano lanzie sulla biografia "una vita da Signori", pag 60 .
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Provenienza: Cagliari (ma di sangue tosco-lombardo)
QUOTE (yota @ Martedi, 13-Lug-2010, ore 12:12)
per me il problema di fondo e' sempre lo stesso. Cioe' le regole andrebbero anche bene, il problema e' che vengono raggirate. Il presupposto non e' sbagliato, il problema e' che come dici tu, chi elude le tasse ti passa avanti.
In sostanza i requisiti di partenza sono sballati ----------> graduatorie sbagliate. Ma non e' la graduatoria che non funziona...
però anche da un punto di vista di principio:
se devo premiare gli studenti più meritevoli:
- perchè un laureato con 105 dovrebbe passare avanti a un laureato con 110 e lode?
- perchè un diplomato con 90 dovrebbe passare avanti a un diplomato con 100?
si premi il merito vero.
al limite può essere il premio ad esser graduato in base al reddito.
quindi fai tre tipi di premi e che so il ricco becca 100 il medio 200 e il non abbiente 300.
già così mi parrebbe più giusto.
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no no 'spe. Io la penso come te. parlavo delle leggi in generale.
Tutta la vita a favore della meritocrazia.
Poi per le opportunita', costi, rimborsi etc sicuramente potrebbe essere studiata meglio.
Io puntavo il dito semplicemente per il fatto che, puoi farla come vuoi.....ci sara' sempre il furbo (nel caso sopra citato l'evasore) che riesce a passarti avanti.
Nel caso tuo lo fara' conoscendo qualcuno in alto che ti da un punto piu' alto...etc...
"E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Chi si e' limitato a cio' che appariva come possibile non e' mai avanzato di un solo passo"
“C'è sempre stata una bella differenza tra il tifoso della roma e il tifoso laziale, i romanisti andavano allo stadio e sostenevano la squadra sempre, mentre i laziali venivano solo se la squadra vinceva” Signori, storico capitano lanzie sulla biografia "una vita da Signori", pag 60 .
Mi inserisco nella discussione, e come mio solito lo faccio di traverso, quindi valutate questo intervento come un punto di vista alternativo. A me piace partire da zero, e lo zero dice che chi studia di più, meglio ed è più bravo della media ha già un vantaggio su tutti gli altri, e l'aiuto servirebbe a chi invece è in difficoltà. La realtà aimè è come sempre l'opposto della logica, specie in Italia, ed essere il più bravo non rappresenta un premio. Perché? Logica vorrebbe che se uno sta sopra la media venga "sostenuto" nella sua crescita dalle aziende potenzialmente interessate. Perchè una società di calcio ricerca e prende sotto la sua ala protettrice i giovani talenti dello spost e la stessa cosa non vien fatta (almeno qui in Italia) da aziende chimiche e farmaceutiche? La mia risposta, che farà arrabbiare più d'uno, è che quello della ricerca è un mercato ristretto, saturo, l'umanità sopravviveva 1000 anni fa con conoscenze nulle rispetto a quelle attuali. La gente comune fruisce poco o nulla dei vantaggi tecnologici, e quel poco è mal asservito al mero guadagno degli speculatori. Quindi nessun premio in denaro al più bravo ma solo tanto rispetto e considerazione. E se c'è qualcuno che fatica a vivere, l'aiuto economico dello stato gli è dovuto a prescindere lalla sua bravura.
Piu' che aiuto da noi e' visto come "incentivo allo studio". Andrebbe anche diversificato a seconda del settore: in alcuni ambiti alcune "menti" bisogna incentivarle a rimanere, perche' se hai capacita' fuori dal comune, faccio un esempio, nella ricerca e nello studio, conviene un po' a tutti che tizio continui a studiare rispetto a caio che magari ha meno capacita'...
"E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Chi si e' limitato a cio' che appariva come possibile non e' mai avanzato di un solo passo"
“C'è sempre stata una bella differenza tra il tifoso della roma e il tifoso laziale, i romanisti andavano allo stadio e sostenevano la squadra sempre, mentre i laziali venivano solo se la squadra vinceva” Signori, storico capitano lanzie sulla biografia "una vita da Signori", pag 60 .